Microcriminalità abortista
[16:10:51] bruno dice:
beh, al di là delle motivazioni che possono spingere una donna ad abortire, l'importante è mantenere la libertà di scegliere cosa minchia fare del PROPRIO corpo
[16:11:11] Rossella dice:
giusto
[16:11:37] bruno dice:
insomma, nessuno ha proibito a ferrara di ingrassare come un ippopotamo

* * *

ANSA - Rubato il palco a Giuliano Ferrara.
Lo stupore di Giuliano Ferrara
alla scoperta del furto
Il racconto del giornalista: "Mi trovavo a Bologna e mi recavo a Piazza Maggiore sul bus 194. Sceso dal mezzo pubblico, ho messo le mani in tasca e mi sono accorto che mi era stato sottratto il palco. Comunque, non importa: porgo l'altra pancia."
Una discreta folla si è radunata spontaneamente, manifestando solidarietà a Ferrara con un gioioso lancio di ovuli.
Le cortesi indagini della Polizia
Le Forse di Polizia indagano, interrogando educatamente tutti i passanti.
E' stato rinvenuto in un vecchio megafono abbandonato un biglietto intimidatorio: gli
investigatori ne stanno vagliando l'attendibilità. Il contenuto del messaggio sarebbe "Tornatene a Roma, che qui non ci entri panzonedemmerda".
Il giornalista è stato scortato presso la propria abitazione capitolina, dove si sta consolando con una frittatina di 2749 uova.









Brave!
la minchiata di clarky delle 02:10 di venerdì, 04 aprile 2008
Vasavasamilechiappe
"Ma Micciché è un cognome o una domanda?"
(Alex Drastico)


Alla fine si è dimesso.
Del resto, anche Micciché e Dell'Utri avevano espresso sin da subito le proprie perplessità circa la permanenza alla Presidenza della Regione Sicilia di Totò Cuffaro.
Per scoprire la vera ragione di questa repentina decisione, molto improbabile fino all'altro ieri,  ho pensato bene di sparpagliare qualche cimice qua e là e, venerdì pomeriggio, ho captato un'interessante discussione tra Gianfranco Micciché e Totò Cuffaro. Ecco, quindi, come il Presidente del Parlamento siciliano ha convinto l'ormai ex Presidente della Regione Sicilia a dimettersi dalla carica:

"Totò, gioia del mio cuore, non puoi coprire un incarico così importante senza avere almeno una condanna passata in giudicato. Ancora siamo solo al primo grado..."
"... e io non faccio l'appello, così diventa subito definitiva e resto il capo della Sicilia."
"Non dire minchiate, Totò! Il capo non lo puoi fare, ne abbiamo parlato un milione di volte prima delle elezioni: tu devi fare credere di essere il capo, poi ci pensano loro a dire cosa si può fare e cosa non si può fare... e comunque, ora devi dimetterti."
"No! No! No!"
"Dai, Salvuccio, ti compro dieci cannoli."
"No. I cannoli me li posso comprare anche da solo."
"Eh no. Tu i cannoli non li compri più, che poi ti fanno i manifesti."
"Ma che c'entra..."
"Ma certo che c'entra..."
"... e comunque cosa c'entra che non posso fare il Governatore della Sicilia solo perché non c'ho la condanna definitiva?"
"C'entra, Totò, c'entra... prendi esempio dallo zio Marcello: lui ha una condanna a due anni di reclusione passata in giudicato per false fatture e frode fiscale, la tentata estorsione, il concorso esterno..."
"Ma l'estorsione e il concorso non sono definitive."
"sniff... sniff..."
"Che fai Gianfranco, piangi?"
"No, tiro. Senti, Totò, facciamo così: tu ora ti dimetti, stai buono buono e te ne vai per un po' a Brussel al Parlamento Europeo..."
"... ma il Parlamento Europeo non era in Lussemburgo?"
"Ma che te ne fotte dove sta!? Sta dove sta... te lo fai spiegare da Borghezio! Dicevo... vai al Parlamento Europeo, non ti fai vedere, non ti fai sentire. Fai come diceva lo zio Binnu: stai tranquillo, non dai nell'occhio e poi vedi che la gente si dimentica..."
"E quanto devo aspettare?"
"Ma poco... tempo che sciolgono le Camere. Poi c'è la campagna elettorale... tv... giornali... e si sono scordati tutto."
"Sul serio?"
"Sul serio. Dai che ti facciamo fare pure il Senatore."
"Giura."
"Giuro. E poi, chi lo sa, magari ti diamo anche un incarichino di Governo..."

la minchiata di clarky delle 00:44 di domenica, 27 gennaio 2008
Raiset
la minchiata di clarky delle 02:10 di giovedì, 22 novembre 2007
Nostalgia canaglia
Finalmente!
Dopo mesi e mesi di silenzi, si torna a parlare del più avvincente delitto commesso negli ultimi anni mediatici. Non c'è bambino rapito e barbaramente ucciso, ragazzina stuprata e barbaramente uccisa, anziano affettato e barbaramente ucciso che tenga audience rispetto al neonato barbaramente ucciso più famoso dell'etere: il piccolo Samuele.
E' mancato un po' a tutti, ammettiamolo.
Abbiamo avuto tanta nostalgia di quei bei convivi familiari a base di luoghi comuni e processuali, durante i quali, assaporando i nostri menu pane e cadaveri, ci intorpidivamo in discussioni tipo:
"Madonna, come si fa a uccidere barbaramente il proprio figlio?"
"Mah... dovrebbero sbatterla in carcere e buttare la chiave."
"Sì, però non hanno prove sufficienti e concordanti: non hanno neanche trovato l'arma dell'atroce delitto."

A colmare il vuoto nel nostro animo da trucidi guardoni che non siamo altro, c'ha pensato la Corte d'Assise d'Appello di Torino, pubblicando le motivazioni della sentenza di secondo grado.
Naturalmente, da venerdì si sono alternate le trasmissioni televisive sul caso di Cogne, che tutti noi abbiamo seguito con viscido interesse, in attesa del puntatone di oggi di Porta a Porta.
Pare che Bruno Vespa si sia barricato negli studi della RAI per tutto il uicchend, facendosi portare tonnellate di LEGO per la costruzione di un plastico in scala 1:1 della scena del delitto.
Oltre ai soliti criminofagi, interverrà il mago Otelma, che cercherà di comunicare direttamente con lo spirito della vittima. Ospite d'onore sarà l'avv. Carlo Taormina, che presenterà il suo ultimo libro "... e mo' ve lo spiego io come sono andate veramente le cose" (ed. Il Loggione).


Un'anticipazione della puntata di stasera di Porta a Porta
la minchiata di clarky delle 14:45 di lunedì, 22 ottobre 2007
I soliti sospetti
Ieri, in diversi quartieri di Roma, sono stati affissi numerosi manifesti che ritraggono un giovane Gianfranco Fini salutare romanissimamente i fedeli sostenitori del partito.
Il leader di Alleanza Nazionale con discreto garbo prende le distanze dalla vicenda e afferma: "E' una cazzata: stavo solo salutando virilmente un caro amico, incontrato casualmente a Predappio".
Sull'identificazione degli autori e di eventuali mandanti, gli organi requirenti si stanno scervellando sin dalla ricezione della notizia di non si sa quale reato.
Dalla Questura di Roma, intanto, viene confermata la voce secondo la quale le indagini sarebbero già a buon punto e che alcuni loschi individui sarebbero stati sottoposti a fermo giudiziario.

la minchiata di clarky delle 18:15 di venerdì, 12 ottobre 2007
Burocrazia giudiziaria
A pochi giorni dallo scandalo delle telefonate di agenti e funzionari di polizia al centralino del 113 durante il G8 di Genova, biglietto da visita del governo Berlusconi, suscita scalpore la perizia di Laura Parodi, che metterebbe in dubbio la genuinità dei verbali redatti nella caserma di Bolzaneto, nonché la spontaneità delle dichiarazioni in essi contenuti, relativi agli arresti effettuati durante il blitz presso la scuola Diaz.
Secondo il perito, infatti, sarebbero stati usati dei modelli prestampati, nei quali i detenuti rinunciavano alle più elementari garanzie processuali (avviso ai familiari, assistenza legale, ecc.).
Le forze dell'ordine, in un dispaccio dell'ultima ora, sminuiscono le accuse, sostenendo che è prassi consolidata l'impiego di moduli precompilati - anche in situazioni del genere - e che, nel pieno rispetto dei valori costituzionali, si sarebbe fatto il possibile per mettere le persone in stato di arresto a proprio agio.

Nella foto in alto, l'ingresso della caserma di Bolzaneto.
In basso, alcuni agenti di polizia in divisa, nel corso delle procedure di accertamento dell'identità dei detenuti.
la minchiata di clarky delle 21:30 di lunedì, 09 luglio 2007
Edizzione straordinaria
ARRESTATO
ANDREA RIVERA


RIVERA COME TOGNAZZI. IN SEGUITO ALLO SCOOP DE L'OSSERVATORE ROMANO,
SI ATTIVA LA PROCURA DI ROMA: L'OMBRA DELLA COLONNA SIMPATICA DELLE BRIGATE ROSSE TORNA A FAR TREMARE L'ITALIA. LO SGOMENTO DEL MONDO POLITICO. IL TERRORISTA SI DICHIARA PRIGIONIERO DELLO STATO ITALIANO.


arresto rivera
L'arresto di Andrea Rivera al bar a San Calisto
Ieri notte, intorno alle 2:30, è stato fermato dalla Polizia Giudiziaria e condotto presso la Questura di Roma il noto comico Andrea Rivera, accusato di appartenere alle nuove Brigate Rosse. Sul giovane sovversivo gravano numerosi addebiti, tra i quali l'esecuzione materiale delle recenti minacce dirette al Presidente della CEI, Mons. Bagnasco. Attualmente si trova nell'istituto di custodia Regina Coeli.
Secondo le testimonianze raccolte, l'incauto criminale sarebbe stato catturato di fronte al bar di San
Calisto in Trastevere, con la chitarra in spalla e una birra Moretti in mano, mentre si pavoneggiava con amici e conoscenti (tutti identificati) delle destabilizzanti esternazioni fatte in occasione del concerto del primo maggio in Piazza San Giovanni. Il Rivera non avrebbe opposto resistenza all'arresto e, giunto in Questura, avrebbe dichiarato: "Sono prigioniero politico. Non voglio nessun avvocato, soprattutto se si tratta di quello lì".
Il Rivera accompagnato presso la Questura di Roma

Il difensore nominato d'ufficio, intanto, anticipa alla stampa la propria linea di difesa: "E' vero, è stato lui a inviare il bossolo a Bagnasco, ma dimostrerò in giudizio e nei migliori salotti televisivi che si è trattato di un errore: sono certo che il mio assistito abbia sbagliato a scrivere l'indirizzo sulla busta". Inaspettata manifestazione di solidarietà della Franzoni: "Adesso sono cazzi tuoi".

Da attendibili fonti della Procura capitolina, si è saputo che i magistrati incaricati delle indagini, che già da tempo seguivano i movimenti del terrorista, avrebbero deciso di scoprire le proprie carte in seguito al sensazionale scoop de L'osservatore romano circa le attività eversive del Rivera. Il quotidiano, infatti, avrebbe rivelato come le parole pronunciate nel comizietto in Piazza San Giovanni da Andrea Rivera fossero mosse dall'intento di "alimentare fuochi ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore", sentendosi coperto "dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile". Vien da sé che "qualcuno vuole aprire una guerra strisciante, una nuova stagione della tensione dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare a impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia". Quel qualcuno non può che essere Andrea Rivera.

La notizia dell'arresto di Ugo Tognazzi
L'arresto di Rivera, quindi, ha dato il via all'operazione RaiOt: nella notte diversi blitz sono scattati in tutta la penisola, al fine di debellare la colonna simpatica delle nuove BR, da diversi anni nel mirino degli inquirenti. Questa pericolosa frangia terroristica già in altre occasioni aveva avuto modo di dichiararsi erede spirituale dell'ex capo delle Brigate Rosse, Ugo Tognazzi, deceduto all'inizio degli anni Novanta in un carcere di massima sicurezza, nel quale ha trascorso gli ultimi quindici anni della sua vita.
Provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti anche nei confronti dei più pericolosi esponenti del sodalizio criminale.
Il figlio del senatore di Forza Italia, Corrado Guzzanti, è stato fermato dagli agenti della Polizia di Stato, insospettiti dal maldestro travestimento: si era camuffato da sua sorella Sabina. Sul posto, Corrado avrebbe gelidamente affermato: "Lo sapevo... dovevo travestirmi da Caterina".
Daniele Luttazzi, invece, è stato fermato nelle prime ore del giorno dalla Guardia di Finanza, mentre cercava di varcare la frontiera con la Francia. L'autore satirico si trovava in possesso di due borsoni pieni di manifesti elettorali scarabocchiati, raffiguranti Silvio Berlusconi (pare che sulle immagini del leader del partito di centro-destra siano stati minuziosamente disegnati dei baffi finti con un pennarello a spirito di grosso calibro).
Si attende, intanto, il ritorno della Dandini dall'estero. La donna è sospettata di ricoprire un ruolo di spicco nell'organizzazione.

Col diffondersi della notizia, le agenzie di stampa si arricchiscono delle dichiarazioni dei politici, uniti nello sgomento e nella ferma determinazione di contrastare l'ondata di terrore e i tentativi di ribaltare l'ordine democratico attraverso efferate azioni dimostrativo-mediatiche.
Berlusconi: "Se il concerto fosse andato in onda sulle reti Mediaset, tutto questo non sarebbe successo".
Rutelli: "Datemi il potere e vi farò godere". Bertinotti: "Peccato, mi era molto simpatico: faceva degli ottimi scherzi". La Lega chiede a gran voce la reintroduzione della pena di morte.

E intanto la Zanichelli riscrive la voce terrorismo nei propri dizionari...



Per la pubblicazione di questo post,
non è stata uccisa nessuna bottiglia di vino.



Se non sei in grado di distinguere i fatti realmente accaduti da quelli inventati, caro lettore, informati! Internet ti offre anche questa possibilità, non solo quella di leggere minchiate su questo blog.
Se non hai capito che si tratta di un post satirico e non sei capace di percepire le idee sottese a questo cumulo di cazzate, perdonami caro amico lettore, sei idiota.
la minchiata di clarky delle 17:39 di giovedì, 03 maggio 2007