Corsa contro il tampax



Da qualche parte, in Italia, una madonna ha pianto mestruazioni.


Intanto un altro numero di ScaricaBile è uscito.
Per questa volta non ci sono, ma loro sì:
quindi andate sul sito, scaricatelo,
stampatelo su carta morbida,
eventualmente leggetelo
e pulitevici il culo.


10 febbraio 2009, h. 16:15 circa.

Mi aggiorno.

Eluana Englaro è morta.
Definitivamente.
(MelissaP2)

Neanche ventiquattro ore e ho già sentito una vagonata di cazzate.
Tra un Emilio Fede che, quasi in lacrime, dava la messa su Rete 4 e un Enrico Mentana che, in lacrime, si dimetteva da Canale 5, Bruno Vespa si esibiva in uno degli spettacoli più esilaranti della storia della televisione italiana. Eccovi un assaggio:

"Lei è sorpreso di questa morte così repentina?"
la minchiata di clarky delle 14:44 di lunedì, 09 febbraio 2009
Non ci sono paragoni




Questa vignetta la trovate pure sul primo numero di ScaricaBile.
Che cazzo ci fate ancora qua... andate a leggervelo tutto!
la minchiata di clarky delle 13:00 di venerdì, 31 ottobre 2008
Presentimenti
la minchiata di clarky delle 15:00 di lunedì, 14 aprile 2008
Segretucci elettorali
... e siccome una rondine non fa primavera, ma una minchiata può far tradizione, tutto sommato, anche se di rondini non ne ho viste, la primavera è iniziata da un po' e io insisto nella sana abitudine di interpretare le catene che mi passano in maniera piuttosto personale. Così, ringrazio la Eli per il nuovo pacco (che ormai tanto nuovo non è) e, visto che mi toccherà votare il votabile nell'arco di pochi mesi (Camera, Senato, Regione, Provincia, Comune e amministratore di condominio), ritengo molto più opportuno rivelare Sette modi per evitare di votare senza essere accusati di qualunquismo.

1) 
Imbottirsi di sonniferi sabato sera, nella speranza di svegliarsi non prima delle 15:00 di lunedì. Nella speranza di svegliarsi, soprattutto.
2)
Entrare nel seggio con una pila di riviste porno e un rotolo di carta igienica e avvertire il presidente di seggio che ci metterete un po' a votare.
3)
Uscire dalla cabina con la scheda aperta e urlare: "JACKPOT!".
4)
Presentarsi al seggio come John Malkovich, dimostrando la propria identità con la tessera della COOP (di John Malkovich).
5)
Vomitare sulla scheda e imbucarla tutta sgocciolante.
(prezioso suggerimento di .)
6)
Entrare in cabina elettorale, imitare con la bocca la suoneria del proprio cellulare e urlare: "Pronto... sì... scusa non c'è campo... sì, ora ti sento. Dicevi, quella gialla... eh... ok, fatto. Quell'altra, invece... che devo fare? Il secondo... ma a partire dal basso o dall'alto? Sì, certo... apposto. Ci vediamo fuori. Ah, sì, la foto. La faccio e arrivo. Ciao."
7)
Vestire una cintura al tritolo e farsi esplodere dentro il seggio gridando "Pertini è grande!".



Attenzione
Alcuni di questi metodi possono richiedere l'ausilio di un buon avvocato.
la minchiata di clarky delle 23:23 di martedì, 08 aprile 2008
La dura legge dell'alternanza
L'Esecutivo non ottiene la fiducia del Senato e Romano Prodi presenta le dimissioni al Presidente Napolitano.
Intanto, a destra, si preparano per affrontare con serietà altri cinque anni di responsabilità di Governo.



(sì, è proprio lui)
la minchiata di clarky delle 08:27 di venerdì, 25 gennaio 2008
Facete schifo
C'è bisogno di persone
che sanno usare
i congiuntivi.
Sì, lo so.



Sto diventando intollerante.
Sì, intollerante... ma non parlo dell'intolleranza invocata da quelli che non vorrebbero alcun dissenso contro la visita dell'omino bianco alla Sapienza (o, peggio, da quelli che vorrebbero che il dissenso sia manifestato col garbo e l'educazione di Fra' Benigni). No no... sto diventando intollerante verso l'idiozia che contamina le sinapsi depositate nelle vostre testoline stanche: avrei voglia di prendere la vostra lana, pecoroni che non siete altro, e farci maglioni per i diavoli.
Cheppopolodemmerda.

(mi sa che 'sto post volge verso lo sfogo necessario)

Dicevo... popolo di merda.
Fatto di gente che è ancora convinta che Andreotti sia stato assolto dalle accuse di collusione con la mafia, solo perché ha visto in televisione quel ragnetto del suo avvocato saltellare, mentre al telefono gli urlava "Presidente, abbiamo vinto!". Stronzi.
E stronzi pure quelli che stappano bottiglie e s'ingozzano di cannoli insieme a Cuffaro, per festeggiare la vittoria giudiziaria del Governatore: non è stato condannato per aver favorito la mafia, ma solo per aver favorito singoli mafiosi. In ogni caso, anche se tutto ciò fosse vero, i presuntamente possibili (forse-ma-ancora-non-si-sa) mafiosi sono stati accusati di appartenere a Cosa Nostra soltanto dopo che Totò "kisskiss" Cuffaro avrebbe violato il segreto istruttorio, quindi, lui avrebbe favorito degli ancora onesti cittadini. Poteva mai immaginare? Come, del resto, non avrebbe mai potuto immaginare che quel giovane promettente del quale è stato testimone di nozze insieme a Clemente Mastella, sarebbe stato poi inquisito, tra le altre cose, per aver falsificato la carta d'identità grazie alla quale Provenzano è espatriato e si è operato alla prostata. Anima candida...
Caro Totò, puzzi come il pesce del mercato del Testaccio: verrai parcheggiato per un po' al Parlamento Europeo anche tu, ma poi - non ti preoccupare - tornerai lindo e pronto per nuove avvincenti esperienze politiche.
Perché tanto a voi, testoline bacate, non vene frega un cazzo: vi dimenticherete di tutto questo al prossimo servizio del TG5 sul brasato al tonno capriolo con cappelletti allo zenzero di Montefranato. E lo voterete ancora.
Ah sì, Mastella. No, Mastella no. Proprio non ce la faccio.
Ma sua moglie, sì: una donna le cui qualità sono state sacrificate alla politica. Primo fra tutti, Clemente avrebbe dato conferma di certe sue doti: "Mia moglie è sempre stata a disposizione dell'autorità penale" (certo, l'autorità penale del lattaio, dell'idraulico, dell'edicolante...). Povera Sandra, una certa magistratura eversiva non le ha permesso di partecipare al papadei.
Vaffanculo, i papa e i dei.
Intanto, come devoto a San Grisbì, continuo la mia battaglia per organizzare il giorno del Signore: il Mister-day.
Quanto al papa, niente. Il problema, a questo punto, non è il papa. Il problema siete voi e quella roba gelatinosa che portate a spasso dentro il cranio, la cui unica utilità è quella di causarvi dei forti mal di testa. Non credo vi sia altro modo per definire il cervello di chi pensa che le proteste di professori e studenti alla Sapienza costituiscano una minaccia alla libertà di manifestazione del pensiero del papa. Del papa!? Cazzo, l'articolo 21 della Costituzione non è stato pensato per il papa, lui c'ha già gli articoli 7, 8, 19 e 20. L'articolo 21 sarebbe stato fatto per voi, idioti! E il fatto che molti di voi preferiscano delegare l'esercizio delle proprie libertà al rappresentante del vostro dio in terra, non vuol dire che lo debbano fare anche gli altri (e il discorso potrebbe estendersi anche ad altri temi, chessò... l'aborto, tanto per dirne uno che - ahimè! - sta tornando di moda). E tra queste altre persone, che della propria testa si sforzano di farne buon uso, per esempio, potrebbero rientrarvi tutti quelli che, più o meno incazzati, contestano che un papa partecipi all'inaugurazione dell'anno accademico del proprio ateneo. Visti i tempi che tirano, potrebbe suonare un po' come una provocazione, come un tentativo di invadere un campo che poco appartiene alla chiesa. Ma voi, niente. Sembra proprio non ci vogliate arrivare... e poi mi tocca sentire i telegiornali parlare della vicenda come di una lezione di laicità da parte del papa e vedere tutti i politici proni all'ombra der cuppolone.
Ma cosa si può pretendere da un popolo che deride un Ministro solo per aver affermato che le tasse sono bellissime? Testa di cazzo, non ti devi lamentare delle tasse che paghi (sempre che tu lo faccia), ma del modo in cui vengono sprecate. Basta che arriva un cretino che ti sciacqui il cervello di slogan e tu gli dai ragione. "Meno tasse per tutti!", ti ritrovi venti euri al mese in più nella sacchetta e magari hai il coraggio di lamentarti della sanità che non funziona o dei mezzi pubblici che scioperano un giorno sì e l'altro pure.
Stronzi. Discutete di politica allo stesso modo in cui parlate di calcio. Tifate per il vostro partito, gioite per la sua vittoria e non vi curate se il campionato è truccato. Il dialogo, ormai, appartiene ai cretini, la tolleranza ai deboli.
Siete un popolo di imbecilli.
Un popolo rincoglionito da quella scatoletta incantata costantemente accesa: il vostro piccolo vangelo catodico. Orwell fu fin troppo ottimista.
Un popolo fatto di persone che, quando va bene, pensano binario: la risposta è la A o la B. I più intelligenti sanno scegliere tra quattro risposte e finiscono a Chi vuol essere milionario?. Coglioni, ricordatevi che, oltre che a indovinare le risposte, i vostri cervelli sono predisposti per fare delle domande (non pensate che quelle ve le regalino con la Christazz' card della Omnitel).
Ringraziamo la De Filippi, un donno che ogni giorno ci insegna che non sono importanti i contenuti, ma i consensi che otteniamo: ciò che conta non è dire cose possibilmente sensate, ma essere convincenti e i più bravi strapperanno anche l'applauso del pubblico, i più scarsi saranno nominati.
Ci vogliono educare all'ignavia mentale e all'ignoranza e pare ci stiano riuscendo benissimo, visto che la maggior parte di voi non sa più parlare né scrivere in italiano. Non sono un cultore della lingua (cioè, dipende...): scrivo un po' come minchia viene, come avrete potuto vedere in diverse occasioni, maporcaputtanalamaialaladra, lo sapete che per esprimere un'esclamazione basta anche un solo punto esclamativo? Che esistono le vocali e che non sono sei? Aeiouipsilòn... mannaggiavvoi e alla discosamba.
Poi, non stupitevi se la maggior parte dei candidati di un concorso importante come quello per uditore giudiziario non supera la prova scritta a causa di errori di grammatica e di ortografia. Sono quegli stessi ragazzi, cresciuti nell'ovatta, che avete rincoglionito per dieci anni a suon di telefonini di ultima generazione, quelli per i quali, cari genitori, avete pagato 12000 euri di retta scolastica per comprar loro la promozione, quelli ai quali insegnate che fare il docente scolastico è un lavoro da sfigati. Se prendevo 2 in latino, un ceffone non me lo levava nessuno; se oggi uno di questi coglioncelli viene soltanto sgridato da un professore, la timpulata se la prende l'insegnante. E magari anche una denuncia.

Probabilmente, molti di voi staranno pensando "Ma cosa vuole questo qui? Chi si crede di essere?".
Beh... vi rispondo con le parole di un noto opinionista del nostro tempo.






Ok, mi sento già meglio.

Ops! Mi sono sporcato le scarpe di vomito.
la minchiata di clarky delle 17:46 di giovedì, 24 gennaio 2008
Censura!
"Perché parlare alla Sapienza
quando a parlare all'ignoranza
fai più bella figura?"
(M. Crozza)


Chiariamo subito una cosa: non me la sono inventata io la parola censura.
Ad ogni modo, il papa è libero di dire tutte le minchiate che vuole dalla sua bella finestrella in Piazza S. Pietro: non vi sarebbe TG che non ne parlerebbe in prima serata.
Pensate, l'altro giorno il papa ha scoreggiato durante un discorso sul diritto alla vita e diversi giornali hanno titolato: Il papa sull'aborto: «Prot!».
la minchiata di clarky delle 23:56 di martedì, 15 gennaio 2008