Modalità 'fatalismo estremo'
Dedicato un po'
alla Ghirli.



Un viaggio verso il nord che produce.
No, dimenticavo: il nord non produce, il nord fa i soldi.
Chiamali scemi.

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"Ciao."
"Ciao bello. A che ora arrivi?"
"Per le quattro songhe a Nappule. Ma senti... sei sicura che non ci siano problemi per dormire da te stanotte?"
"No no. Anzi."
"Ok. A dopo, allora."
"Ciao."
"Ciao."

- Tesoro,ho una brutta notizia,
devo lavorare fino alle 19 questa sera..
rimandiamo al tuo ritorno?
fammi
sapere e perdonami..baci tanti! -


Cazzo... non pensavo che a Napoli le giornate durassero solo 19 ore.
Sarà un trucco per lavorare meno.

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Piano piano, prosegue il mio viaggio verso il profondo nord.
Chianu chianu. Ma anche un po' Chianuriivs...

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"Ehilà"
"Ciao, ma dove sei?"
"Boh... direi a cinque minuti circa da casa tua."
"Dormi qua?"
"Sì, dormo qua."

Mai più sentita.
Seconda buca.

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- Sono ancora al paese.
Ti chiamo appena arrivo a Roma. -


Calcio a cinque sponde e 8 in buca centrale.
Dopo la terza buca consecutiva nell'arco di un uicchend, inizio ad avere le idee più chiare sulle motivazioni di questo viaggio improvvisato e realizzo che:

1) "A volte sei tu che mangi l'orso, altre volte è l'orso che mangia te".
2) Un ragù cucinato per cinque ore di fila da sempre le sue porche soddisfazioni, anche in piena calura estiva.
3) Il destino può giocare strani scherzi:
"Mi scusi, dov'è che deve andare?"
"Per la stazione."
"Bravo lo stronzo. Vieni a Roma e manco ti fai sentire."
"Abah... ebeh... abah..."
"Dai, butta la valigia in macchina che ti do uno strappo alla metro."

Odio la metro, ma se questo è l'unico modo per fare
due chiacchiere con una cara vecchia amica...

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Gli Eurostar sono il massimo del comfort su rotaia.
A meno che non ti capiti di fare tutto il viaggio sotto l'ascella di un pachiderma napoletano, campione mondiale di nausea.
Scendo dal treno, simpatizzando un po' per la Lega.

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Varcato il circolo polare padano, mi metto immediatamente all'opera. Un po'.

"Che dici, glielo scrivo che sono un potenziale avvocato?"
"Quanti, secondo te, assumerebbero in nero un avvocato?"

I primi giorni vengono impegnati nel confezionamento dei curricula: quello vero e quello di basso profilo, detto anche curriculum mezza messa.

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Già all'università, studiando diritto del lavoro, ebbi la vaga sensazione che le agenzie di lavoro interinale aiutassero i datori di lavoro a calare le brache ai lavoratori.
Pare
, però, che alla fine ti assumano.
Ma alla fine di che?

Nel giro di una giornata, mi faccio tutte le agenzie per il lavoro del centro.
Man mano che distribuisco curricula, si fa sempre più presente la sensazione di essere considerato come un consumatore di lavoro o come una merce di scambio: una puttana lavorativa alla ricerca di un pappone, ecco.

Prima agenzia
"Buongiorno."
"Buongiorno, cosa desidera?"
"..." (secondo te?)
"..."
"Eh... un lavoro?..."
"Bene, compili il modulo per l'iscrizione."
(ma che minchia è... un concorso a premi?)

Quinta agenzia
"Buongiorno."
"Buongiorno, cosa desidera?"
"Un etto e mezzo di mortadella, una rosetta e un lavoro stagionale."
"Prego, si accomodi lì e compili questo modulo."
"Anche per la mortadella?"

Dodicesima agenzia
"Buongiorno."
"Buongiorno, cosa desidera?"
"Avrei bisogno di una giacca da abbinare a questo pantalone."
"Guardi, forse ha sbagliato: questa è un'agenzia di lavoro interinale."
"E mi dia un lavoro, allora..."

Quindicesima agenzia
"Buongiorno."
"Buongiorno, cosa desidera?"
"Sto cercando un lavoro che sia ben retribuito e che rispetti la mia dignità."
"Guardi, forse ha sbagliato: questa è un'agenzia di lavoro interinale."
"."

Venticinquesima agenzia
[...]
"Scusa, ma perché su quel cartello c'è scritto Il tuo lavoro è il nostro guadagno?"
"E' il motto dell'azienda: vuol dire che noi abbiamo tutto l'interesse a trovarti un lavoro che soddisfi le tue esigenze economiche e professionali."
(e io che vado subito a pensar male...)
[...]

Dopo la ventiseiesima agenzia, inizio ad avere le prime allucinazioni mistiche: San Precario e la Madonna dell'Assunzione che si spingono in giochini sado-maso, dove lei - ovviamente - fa la padrona e lui lo schiavo a tempo determinato.

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"Hai visto? Una stella cadenji..."
"Presto, esprimi un desiderio!"
"Fatto."
"Miiiii... che banale."

Beh, dopo dieci giorni che mi gironzoli in casa senza reggiseno, non vedo nulla di strano nel desiderare di stappare bottiglie di birra con i tuoi capezzoli.

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Il destino sembra avere un gran senso dell'umorismo, più tagliente di quello di Dio (saranno forse parenti?). Dio non è tipo che ride delle proprie battute, il destino sì: se la ride tanto, lo stronzo.
E così, anzichè recuperare materiale per scrivere il post La Elisola dal vivo è ancora più gnocca, mi trovo coprotagonista di una carrambata.

[...]
"Bene, quando pensi che ci rivedremo la prossima volta... tra una quindicina d'anni?"
"Boh, può darsi."

Considerando che questa città è un buco, anche tra una quindicina di minuti.
E infatti...

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Si torna indietro.
Prima di intraprendere sul carro bestiame delle 23:10 il viaggio della speranza (speranza di arrivare), qualcosa mi diverte sull'Eurostar per Chepitol Siti.
Non so se a divertirmi maggiormente sia vedere l'hostess seduta di fronte a me scaccolarsi e sfogliare annoiata la rivista che tiene in mano o sbirciare il bianco delle sue mutandine tra le cosce spalancate.
Deformazione professionale o linguaggio del corpo?
Se non la smette di fissarmi e di masturbarsi entro cinque minuti, però, inizio a pensare male...

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- Se nn sopravvivi porterò un paio d
mutandine nuove ogni anno sulla tua tomba. -

- Le mutandine le preferirei usate, grazie. -
la minchiata di clarky delle 19:46 di sabato, 04 agosto 2007