Vasavasamilechiappe
"Ma Micciché è un cognome o una domanda?"
(Alex Drastico)


Alla fine si è dimesso.
Del resto, anche Micciché e Dell'Utri avevano espresso sin da subito le proprie perplessità circa la permanenza alla Presidenza della Regione Sicilia di Totò Cuffaro.
Per scoprire la vera ragione di questa repentina decisione, molto improbabile fino all'altro ieri,  ho pensato bene di sparpagliare qualche cimice qua e là e, venerdì pomeriggio, ho captato un'interessante discussione tra Gianfranco Micciché e Totò Cuffaro. Ecco, quindi, come il Presidente del Parlamento siciliano ha convinto l'ormai ex Presidente della Regione Sicilia a dimettersi dalla carica:

"Totò, gioia del mio cuore, non puoi coprire un incarico così importante senza avere almeno una condanna passata in giudicato. Ancora siamo solo al primo grado..."
"... e io non faccio l'appello, così diventa subito definitiva e resto il capo della Sicilia."
"Non dire minchiate, Totò! Il capo non lo puoi fare, ne abbiamo parlato un milione di volte prima delle elezioni: tu devi fare credere di essere il capo, poi ci pensano loro a dire cosa si può fare e cosa non si può fare... e comunque, ora devi dimetterti."
"No! No! No!"
"Dai, Salvuccio, ti compro dieci cannoli."
"No. I cannoli me li posso comprare anche da solo."
"Eh no. Tu i cannoli non li compri più, che poi ti fanno i manifesti."
"Ma che c'entra..."
"Ma certo che c'entra..."
"... e comunque cosa c'entra che non posso fare il Governatore della Sicilia solo perché non c'ho la condanna definitiva?"
"C'entra, Totò, c'entra... prendi esempio dallo zio Marcello: lui ha una condanna a due anni di reclusione passata in giudicato per false fatture e frode fiscale, la tentata estorsione, il concorso esterno..."
"Ma l'estorsione e il concorso non sono definitive."
"sniff... sniff..."
"Che fai Gianfranco, piangi?"
"No, tiro. Senti, Totò, facciamo così: tu ora ti dimetti, stai buono buono e te ne vai per un po' a Brussel al Parlamento Europeo..."
"... ma il Parlamento Europeo non era in Lussemburgo?"
"Ma che te ne fotte dove sta!? Sta dove sta... te lo fai spiegare da Borghezio! Dicevo... vai al Parlamento Europeo, non ti fai vedere, non ti fai sentire. Fai come diceva lo zio Binnu: stai tranquillo, non dai nell'occhio e poi vedi che la gente si dimentica..."
"E quanto devo aspettare?"
"Ma poco... tempo che sciolgono le Camere. Poi c'è la campagna elettorale... tv... giornali... e si sono scordati tutto."
"Sul serio?"
"Sul serio. Dai che ti facciamo fare pure il Senatore."
"Giura."
"Giuro. E poi, chi lo sa, magari ti diamo anche un incarichino di Governo..."

la minchiata di clarky delle 00:44 di domenica, 27 gennaio 2008
La dura legge dell'alternanza
L'Esecutivo non ottiene la fiducia del Senato e Romano Prodi presenta le dimissioni al Presidente Napolitano.
Intanto, a destra, si preparano per affrontare con serietà altri cinque anni di responsabilità di Governo.



(sì, è proprio lui)
la minchiata di clarky delle 08:27 di venerdì, 25 gennaio 2008
Facete schifo
C'è bisogno di persone
che sanno usare
i congiuntivi.
Sì, lo so.



Sto diventando intollerante.
Sì, intollerante... ma non parlo dell'intolleranza invocata da quelli che non vorrebbero alcun dissenso contro la visita dell'omino bianco alla Sapienza (o, peggio, da quelli che vorrebbero che il dissenso sia manifestato col garbo e l'educazione di Fra' Benigni). No no... sto diventando intollerante verso l'idiozia che contamina le sinapsi depositate nelle vostre testoline stanche: avrei voglia di prendere la vostra lana, pecoroni che non siete altro, e farci maglioni per i diavoli.
Cheppopolodemmerda.

(mi sa che 'sto post volge verso lo sfogo necessario)

Dicevo... popolo di merda.
Fatto di gente che è ancora convinta che Andreotti sia stato assolto dalle accuse di collusione con la mafia, solo perché ha visto in televisione quel ragnetto del suo avvocato saltellare, mentre al telefono gli urlava "Presidente, abbiamo vinto!". Stronzi.
E stronzi pure quelli che stappano bottiglie e s'ingozzano di cannoli insieme a Cuffaro, per festeggiare la vittoria giudiziaria del Governatore: non è stato condannato per aver favorito la mafia, ma solo per aver favorito singoli mafiosi. In ogni caso, anche se tutto ciò fosse vero, i presuntamente possibili (forse-ma-ancora-non-si-sa) mafiosi sono stati accusati di appartenere a Cosa Nostra soltanto dopo che Totò "kisskiss" Cuffaro avrebbe violato il segreto istruttorio, quindi, lui avrebbe favorito degli ancora onesti cittadini. Poteva mai immaginare? Come, del resto, non avrebbe mai potuto immaginare che quel giovane promettente del quale è stato testimone di nozze insieme a Clemente Mastella, sarebbe stato poi inquisito, tra le altre cose, per aver falsificato la carta d'identità grazie alla quale Provenzano è espatriato e si è operato alla prostata. Anima candida...
Caro Totò, puzzi come il pesce del mercato del Testaccio: verrai parcheggiato per un po' al Parlamento Europeo anche tu, ma poi - non ti preoccupare - tornerai lindo e pronto per nuove avvincenti esperienze politiche.
Perché tanto a voi, testoline bacate, non vene frega un cazzo: vi dimenticherete di tutto questo al prossimo servizio del TG5 sul brasato al tonno capriolo con cappelletti allo zenzero di Montefranato. E lo voterete ancora.
Ah sì, Mastella. No, Mastella no. Proprio non ce la faccio.
Ma sua moglie, sì: una donna le cui qualità sono state sacrificate alla politica. Primo fra tutti, Clemente avrebbe dato conferma di certe sue doti: "Mia moglie è sempre stata a disposizione dell'autorità penale" (certo, l'autorità penale del lattaio, dell'idraulico, dell'edicolante...). Povera Sandra, una certa magistratura eversiva non le ha permesso di partecipare al papadei.
Vaffanculo, i papa e i dei.
Intanto, come devoto a San Grisbì, continuo la mia battaglia per organizzare il giorno del Signore: il Mister-day.
Quanto al papa, niente. Il problema, a questo punto, non è il papa. Il problema siete voi e quella roba gelatinosa che portate a spasso dentro il cranio, la cui unica utilità è quella di causarvi dei forti mal di testa. Non credo vi sia altro modo per definire il cervello di chi pensa che le proteste di professori e studenti alla Sapienza costituiscano una minaccia alla libertà di manifestazione del pensiero del papa. Del papa!? Cazzo, l'articolo 21 della Costituzione non è stato pensato per il papa, lui c'ha già gli articoli 7, 8, 19 e 20. L'articolo 21 sarebbe stato fatto per voi, idioti! E il fatto che molti di voi preferiscano delegare l'esercizio delle proprie libertà al rappresentante del vostro dio in terra, non vuol dire che lo debbano fare anche gli altri (e il discorso potrebbe estendersi anche ad altri temi, chessò... l'aborto, tanto per dirne uno che - ahimè! - sta tornando di moda). E tra queste altre persone, che della propria testa si sforzano di farne buon uso, per esempio, potrebbero rientrarvi tutti quelli che, più o meno incazzati, contestano che un papa partecipi all'inaugurazione dell'anno accademico del proprio ateneo. Visti i tempi che tirano, potrebbe suonare un po' come una provocazione, come un tentativo di invadere un campo che poco appartiene alla chiesa. Ma voi, niente. Sembra proprio non ci vogliate arrivare... e poi mi tocca sentire i telegiornali parlare della vicenda come di una lezione di laicità da parte del papa e vedere tutti i politici proni all'ombra der cuppolone.
Ma cosa si può pretendere da un popolo che deride un Ministro solo per aver affermato che le tasse sono bellissime? Testa di cazzo, non ti devi lamentare delle tasse che paghi (sempre che tu lo faccia), ma del modo in cui vengono sprecate. Basta che arriva un cretino che ti sciacqui il cervello di slogan e tu gli dai ragione. "Meno tasse per tutti!", ti ritrovi venti euri al mese in più nella sacchetta e magari hai il coraggio di lamentarti della sanità che non funziona o dei mezzi pubblici che scioperano un giorno sì e l'altro pure.
Stronzi. Discutete di politica allo stesso modo in cui parlate di calcio. Tifate per il vostro partito, gioite per la sua vittoria e non vi curate se il campionato è truccato. Il dialogo, ormai, appartiene ai cretini, la tolleranza ai deboli.
Siete un popolo di imbecilli.
Un popolo rincoglionito da quella scatoletta incantata costantemente accesa: il vostro piccolo vangelo catodico. Orwell fu fin troppo ottimista.
Un popolo fatto di persone che, quando va bene, pensano binario: la risposta è la A o la B. I più intelligenti sanno scegliere tra quattro risposte e finiscono a Chi vuol essere milionario?. Coglioni, ricordatevi che, oltre che a indovinare le risposte, i vostri cervelli sono predisposti per fare delle domande (non pensate che quelle ve le regalino con la Christazz' card della Omnitel).
Ringraziamo la De Filippi, un donno che ogni giorno ci insegna che non sono importanti i contenuti, ma i consensi che otteniamo: ciò che conta non è dire cose possibilmente sensate, ma essere convincenti e i più bravi strapperanno anche l'applauso del pubblico, i più scarsi saranno nominati.
Ci vogliono educare all'ignavia mentale e all'ignoranza e pare ci stiano riuscendo benissimo, visto che la maggior parte di voi non sa più parlare né scrivere in italiano. Non sono un cultore della lingua (cioè, dipende...): scrivo un po' come minchia viene, come avrete potuto vedere in diverse occasioni, maporcaputtanalamaialaladra, lo sapete che per esprimere un'esclamazione basta anche un solo punto esclamativo? Che esistono le vocali e che non sono sei? Aeiouipsilòn... mannaggiavvoi e alla discosamba.
Poi, non stupitevi se la maggior parte dei candidati di un concorso importante come quello per uditore giudiziario non supera la prova scritta a causa di errori di grammatica e di ortografia. Sono quegli stessi ragazzi, cresciuti nell'ovatta, che avete rincoglionito per dieci anni a suon di telefonini di ultima generazione, quelli per i quali, cari genitori, avete pagato 12000 euri di retta scolastica per comprar loro la promozione, quelli ai quali insegnate che fare il docente scolastico è un lavoro da sfigati. Se prendevo 2 in latino, un ceffone non me lo levava nessuno; se oggi uno di questi coglioncelli viene soltanto sgridato da un professore, la timpulata se la prende l'insegnante. E magari anche una denuncia.

Probabilmente, molti di voi staranno pensando "Ma cosa vuole questo qui? Chi si crede di essere?".
Beh... vi rispondo con le parole di un noto opinionista del nostro tempo.






Ok, mi sento già meglio.

Ops! Mi sono sporcato le scarpe di vomito.
la minchiata di clarky delle 17:46 di giovedì, 24 gennaio 2008
Thinking blogger closed in the bathroom award
Un'altra catena.
Stavolta la colpa è sua.
(meritata vendetta, nulla da ridire)

In teoria, dovrei indicare cinque blog che schiodino i miei neuroncelli dal loro solito torpore, appiccicare il talloncino che vedete in alto a destra e seguire altre simpatiche regolette, come accade per ogni catena che si voglia fare rispettare.
Ma, avendo trovato molto più entusiasmante quest'altra catena (la trovate in fondo al commento linkato), me ne sbatto e vi elenco le cinque
cose bizzarre che faccio quando sono chiuso nel bagno:

1) Costruire origami minimalisti con la carta igienica.
2) Perfezionare la sensibilità del mio olfattometro termobinario.
3) Suonare la chitarra e giocolare con tre palline di pezza. Contemporaneamente.
4) Riempire la vasca da bagno, sciogliervi un chilo e mezzo di aspirine e avvicinare il viso al pelo dell'acqua che frizza.
5) Dedicarmi al mio allevamento di rane da lecca-lecca.
la minchiata di clarky delle 02:00 di lunedì, 21 gennaio 2008
Censura!
"Perché parlare alla Sapienza
quando a parlare all'ignoranza
fai più bella figura?"
(M. Crozza)


Chiariamo subito una cosa: non me la sono inventata io la parola censura.
Ad ogni modo, il papa è libero di dire tutte le minchiate che vuole dalla sua bella finestrella in Piazza S. Pietro: non vi sarebbe TG che non ne parlerebbe in prima serata.
Pensate, l'altro giorno il papa ha scoreggiato durante un discorso sul diritto alla vita e diversi giornali hanno titolato: Il papa sull'aborto: «Prot!».
la minchiata di clarky delle 23:56 di martedì, 15 gennaio 2008
Meletta


Ma chi minchia l'ha detto che i Mac funzionano alla perfezione?
la minchiata di clarky delle 19:09 di sabato, 05 gennaio 2008